4 MODI PER ESSERE ALLA MODA E SOSTENIBILI TUTTI I GIORNI

Nello scorso articolo abbiamo visto come divertirci tra amici per contribuire alla salvaguardia del nostro ambiente e contemporaneamente liberarsi o ottenere nuovi vestiti.

Ora vediamo insieme come farlo in casa!

  1. Ridurre gli acquisti

Lo so, è molto difficile ed è innegabile il vantaggio derivante dai prezzi esigui di una grande catena, soprattutto se si è studenti senza un flusso di cassa come noi. Però, c’è un però!. Potremmo comunque acquistare ma in modo più consapevole.

Quando ci rechiamo in questi negozi  una soluzione è comprare vestiti che sono facilmente combinabili tra loro, così riusciamo a creare più look con un numero di vestiti inferiore.

Il trucco? Puntare su palette di colori ben precise e su outfit minimal. Per esempio, orientarsi su quella del blu o del marrone!

  • Lavare!

Per rispettare l’ambiente è consigliabile lavare utilizzando la lavatrice piuttosto che farlo a mano. È noto infatti che elettrodomestici di ultima generazione (A++ o A+++)  sprecano molta meno acqua e anche a livello energetico c’è un certo beneficio. Se a questo aggiungiamo detersivi  a basso impatto e manteniamo una temperatura tra i 30 e i 40 gradi siamo a cavallo.

  • Riparare i vestiti

Se un pantalone si rovina o dimagriamo e diventa largo, una bella soluzione prima di buttarlo, è portarlo dalla sarta o cimentarci noi nella sua riparazione. Se invece ci si macchia potremmo utilizzarlo per stare a casa oppure customizzarlo con toppe, bottoni o schizzi di vernice.

  • Rubare capi Vintage negli armadi di mamme, zie o viceversa papà o zii!

La moda è ciclica e personalmente frugando nell’armadio di casa ho trovato diverse cose piuttosto belle. Purtroppo mia madre da ragazza era molto più magrolina di me, quindi per i pantaloni non se ne parla, però di camice e blazer ne ho presi a go go. Poi se sono sopravvissuti per vent’anni vuol dire che hanno una qualità ottima. In più è molto probabile trovare capi costosi che da soli non potremmo, almeno per il momento, comprarci con facilità

Vostra, F

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Vestiti e Soldini extra divertendosi con gli amici e in modo sostenibile!

Secondo un recente studio del WWF “l’Europa riversa in mare ogni anno tra le 150 e le 500 mila tonnellate di macroplastiche e tra le 70 e le 130 mila tonnellate di microplastiche”.

Questi rifiuti vengono chiaramente riversati nel Mediterraneo e addirittura pare che ogni 3 pesci si trovi facilmente un pezzo di plastica.

Per non parlare poi del fenomeno dei fiumi colorati che abbiamo visto giovedì oppure quello del fast fashion di qualche settimana fa.

Allora come possiamo cercare di essere alla moda senza sensi di colpa? Vediamolo subito!.

  1. Organizza uno SWAP PARTY

Possiamo organizzare con le nostre amiche più strette una festa!. Una condizione sola, ognuna deve portare con se degli abiti di cui è stufa ma che sono ancora praticamente nuovi. Io ahimè, fino ad un anno e mezzo fa avevo molti capi ancora con il cartellino appeso.

Causa Covid non possiamo materialmente essere vicini ma comunque un buon modo potrebbe essere incontrarsi in un aperitivo digitale e fare un “try on haul” in diretta per le amiche. Poi,  quando sarà possibile potremmo fare una bella serata pizza e film scambiandoci fisicamente i vestiti.

  • Apri un Mercatino o dona alla Caritas

In estate, una volta finita la scuola, potrebbe essere un modo molto proficuo organizzare con i propri amici una bancarella al mercato rionale. Oggetto di vendita? Vestiti di cui vogliamo liberarci. È davvero divertente e poi tolta qualche spesa logistica, per il resto ci si può dividere il guadagno.

In tempo di emergenza sanitaria possiamo farlo virtualmente. Ci sono decine di piattaforme adatte a dar nuova vita ai nostri vestiti.

Una alternativa, tra le mie preferite, consiste invece nel  recarsi dalle suore o in chiesa per donare i vestiti. Tante volte vengono organizzate delle “pesche” in cui in cambio di una donazione per la diocesi si hanno dei premi oppure vengono direttamente regalati i capi.

Un abbraccio

F

 

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I fiumi colorati. Colpa dell’uomo

Total Black, Nude, Rosso, Colorful. Non sono le palette dei nostri armadi ma il colore indossato da molti fiumi e laghi d’oriente.

L’altro giorno al TG1 ho sentito un servizio di Monia Venturini secondo cui in Cina c’è un detto: “se vuoi conoscere i colori e le tendenze della prossima stagione, guarda il colore dei fiumi”

Il rosso, colore protagonista dello scorso articolo torna a dipingere i corsi d’acqua. Questa volta però le responsabili non sono le alghe che producono il nostro stesso ossigeno ma l’uomo.

In Asia non c’è una regolamentazione in materia di scarico delle industrie, così l’ambiente beve un cocktail di coloranti e metalli pesanti usati per dipingere gli abiti. Poi, per risparmiare sui costi di produzione, vengono smaltiti nei fiumi più vicini. Queste sostanze non fanno passare il sole attraverso l’acqua così, gli organismi acquatici non riescono a fare la fotosintesi e a produrre ossigeno. Dieci anni fa a Pechino ,con la nascita dell’Istituto per gli affari ambientali, molti fiumi e laghi sono stati dichiarati tecnicamente morti.

Ma non è tutto, i liquami avvelenati prodotti vengono poi usati per irrigare i campi  di riso. Riso che rischiamo di mangiare anche noi.

Secondo la giornalista Helen Regan: “ la produzione di un singolo paio di jeans consuma 7.500 litri di acqua”.  Un prezzo troppo alto da pagare. Per questo a Camberra degli scienziati stanno lavorando duramente in modo da creare un cotone che nasca già colorato sui campi.

L’industria vestiaria del Bangladesh ha un giro d’affari di 34 miliardi di dollari e sempre da quanto appreso dal servizio del telegiornale: “la moda è responsabile di 1/5 dell’inquinamento idrico nel mondo. 93 mq di acqua vengono usati ogni anno per colorare i tessuti, l’equivalente di 37 milioni di piscine olimpioniche”.

Purtroppo l’uomo è convinto di potersi mettere sullo stesso livello della natura. Pensa di poter fare ciò che vuole, eguagliandola o superandola ma spesso, riesce a fare solo un gran casino.

Quindi si, esistono fiumi colorati e purtroppo NO, non è solo la natura a crearli.

Fonte foto: AgoraVox Italia

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FAST FASHION: tutto quello che devi assolutamente sapere

Fino ad un anno fa sui miei social mi occupavo di moda. Essendo una studentessa con l’esigenza di creare più scatti possibili per mostrare i vari outfit e trovando nelle grandi catene vestiti molto sfiziosi a costi contenuti , mi ci sono buttata a capofitto!
L’ho fatto fino a che un giorno, un ragazzo, non mi ha raccontato in maniera completa del Fast Fashion.

COSA E’?
Moda Veloce, un modello di Business totalmente insostenibile e che se costa poco a noi … costa invece moltissimo al nostro ambiente e alla nostra società. Del resto per fatturare 26,15 milardi di euro con un utile netto di 3,44 miliardi di euro e vendendo a basso costo, deve per forza esserci qualcosa che ci sta sfuggendo ..!

IMPATTO
Il prezzo basso di un capo infatti è frutto di diverse scelte scellerate e cieche che hanno grandi impatti, anche per la nostra salute!. Vengono infatti usati coloranti, pesticidi, sostanze chimiche aggressive, metalli pesanti.
Secondo Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite questo tipo di industria causa il 20% dello spreco globale dell’acqua e del 10% delle emissioni di anidride carbonica, oltre a produrre i gas serra causa del cambiamento climatico, degli spostamenti aerei e navali di tutto il mondo.
Ciò rende l’industria della moda la seconda più inquinante, subito dopo il petrolio.

RIFIUTI

Ci sono due tipi di rifiuti:
DIRETTI: generati dalle aziende. Spesso restano con tonnellate di merce invenduta e cosa ne fanno? La bruciano. Dato che si tratta di abiti pieni di sostanze nocive e di pessima qualità, non è difficile pensare a quali tipi di gas vengono sprigionati dal fumo della combustione.

INDIRETTI: generati da noi. Questo tipo di Business ha rivoluzionato il modo in cui compriamo i capi, diamo valore a ciò che compriamo e ci affezioniamo a ciò che abbiamo. Siamo passati dall’ avere disponibili 2 collezioni l’anno a ben 52 e soprattutto con un click ci arriva tutto direttamente a casa. Compriamo più di quanto abbiamo bisogno e cambiamo armadio alla velocità delle nuove tendenze… dove finiscono i vestiti? Anche loro, bruciati.

Io ho deciso di sostenere e di dare i miei risparmi a chi li merita, a chi condivide i miei stessi valori nel rispetto dei lavoratori e del diritto alla vita, dell’ambiente in cui viviamo e del nostro futuro su di esso.
Non voglio più far parte del problema! E tu?

Nei prossimi articoli vedremo le possibili soluzioni !! resta connesso !!

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