IL MONDO DELLA SOSTENIBILITA’ A PORTATA DI UN CLIC

Dalla rivista quadrimestrale Elementi, nasce Element + il nuovo blog del GSE.
Come sapete sono sempre alla ricerca di nuove fonti per arricchirmi e arricchire voi che mi seguite,
così come per suggerivi posti in cui andare a pescare informazioni!. Così questa volta mi sono
imbattuta in Element+ il blog del GSE, la Società che in Italia promuove la transizione energetica
con il sostegno alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica

Il primo suo vantaggio è il passaggio che ha fatto da rivista cartacea a blog online. In termini di
sostenibilità è nettamente migliore. Tutto ciò che è cartaceo per sua natura causa emissioni e
deforestazione.
Il secondo vantaggio che ho riscontrato risiede nel fatto che essendo una risorsa online riesce a
stare al passo con cui oggi corrono le notizie ma soprattutto, le notizie relative all’ ambiente.
Il terzo vantaggio, ultimo ma non per ultimo è la sua particolare declinazione. Come sappiamo:
“sostenibilità” è un termine trasversale che qui si realizza nella sua espressione più completa, a
360°. Innovazione, economia, società e cultura aree che dobbiamo tenere in considerazione
quando parliamo del nostro futuro.
Sappiamo tutti quanto importante sia l’informazione, la sensibilizzazione e l’approfondimento per
affrontare la più grande crisi del nostro tempo.
Come si apprende da varie fonti; la presentazione del blog è stata accompagnata da una tavola
rotonda alla quale ha partecipato anche il presidente del WWF, Donatella Bianchi, la quale
giustamente sostiene che abbiamo bisogno di innovazione, tecnologia e consapevolezza.
E allora diamoci da fare ragazzi, teniamoci al passo con gli eventi, studiamo e cerchiamo di essere il
cambiamento che vogliamo vedere nel mondo!.

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Recovery Fund e ambiente, cosa dobbiamo aspettarci?

crop payroll clerk counting money while sitting at table

Il Recovery Fund, letteralmente significa “fondo di recupero” ed è lo strumento individuato dalla Commissione europea per rilanciare le economie dei Paesi membri (più colpiti) dalla crisi causata dall’epidemia da coronavirus.

Il piano annunciato lo scorso 27 maggio dalla presidente della Commissione europea Von Der Leyen parlava di 750 miliardi di euro, 500 da stanziare direttamente agli Stati membri e 250 di prestiti.

All’Italia, stando a un documento interno della Commissione, è stata destinata la fetta più grossa di questo fondo: circa 172 miliardi, di cui 81,8 miliardi stanziati a fondo perduto e prestiti ulteriori per 90,9 miliardi.

Perché i fondi europei non possono ignorare l’ambiente?

Secondo i più grandi esperti mondiali di economia che lo scorso anno si sono riuniti a Davos, con i cambiamenti climatici è a rischio oltre la metà del PIL globale. Pochi giorni dopo il Covid-19 ha messo in ginocchio il mondo colpendolo sui suoi pilastri portanti.

È importante che i soldi del Recovery fund vengano utilizzati bene. Abbiamo ricevuto la quota maggiore tra i Paesi membri, circa il 28% del totale.

Non possiamo giocarci male questa occasione ed è di vitale importanza che tutte e sei le aree di azione che riguardano le missioni di questo fondo, abbiano come comune denominatore l’essere declinate in maniera ambientalmente sostenibile.

Il problema climatico è di portata enorme proprio perché ha ripercussioni economiche, sociali, sanitarie e umanitarie. Quindi è proprio allo stesso modo che dovrebbero essere investiti questi fondi.

L’unico futuro che riesco a vedere come possibile è legato alla circolarità della nostra economia e al supporto di compagnie votate alla sostenibilità delle filiere produttive, così come nella necessità di un risparmio energetico e nell’uso di una tecnologia che veda sempre meno il carbonio come primo attore. È la nostra ultima Occasione, approfittiamone!.

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Cosa sono gli SDG’s?

L’acronimo SDG’s sta per Sustainable Development Goals, in italiano “Obiettivi per lo sviluppo sostenibile”.

Si tratta di 17 punti individuati dalle Nazioni Unite nell’anno 2015 con un orizzonte che arriva al 2030.

Per l’ONU, “sviluppo sostenibile” significa garantire alle future generazioni una vita dignitosa nella possibilità di soddisfare le proprie esigenze. Questo, chiaramente, riuscendo ad appagare i bisogni del nostro presente.

Tutto ciò mette in luce quanto, per questa grande organizzazione, il termine “sostenibile” non abbia solo una accezione green ma espanda i propri orizzonti in dinamiche economiche, sociali ed inclusive.

Un altro modo utilizzato dall’ONU per sintetizzare i contenuti degli SDG’s è costituito dalle cinque “P”:

–       Persone

–       Prosperità

–       Pace

–       Parthership

–       Pianeta

Riassumono così in poche parole un progetto ambizioso che parte con l’obiettivo di porre fine ad ogni forma di povertà e “fame” raggiungendo sicurezza alimentare e agricoltura sostenibile.

Il progetto prosegue con l’ambizione del raggiungimento dell’uguaglianza sociale, assicurando salute, benessere, emancipazione delle donne e disponibilità di risorse a tutti e per tutti.

Purtroppo la stessa acqua e l’igiene sono prerogativa di pochi, così come l’educazione intesa come scuola.

L’elenco continua ed è lunghissimo, auspica incentivi ad una crescita economica e duratura, un’occupazione dignitosa e azioni per combattere il cliamate change.

Per raggiungere questi obiettivi c’è bisogno di solide fondamenta, pace e giustizia.

Secondo voi questo è possibile o è vera utopia?

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Obiettivo 13 degli SDG’s: climate change

Questo obiettivo mira a “promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico.

Come si legge sul sito delle Nazioni Unite: “ il cambiamento climatico interessa i paesi di tutti i continenti. Sta sconvolgendo le economie nazionali con costi alti per persone, comunità e paesi oggi, e che saranno ancora più gravi domani”.

Questo è esattamente ciò che dicono gli scienziati e i ragazzi. Noi infatti scendiamo in piazze sia virtuali che reali da due anni ormai.

Molte persone stanno sperimentando gli effetti del riscaldamento globale, eventi metereologici estremi, innalzamento dei mari (e conseguente perdita delle loro abitazioni) così come malattie da inquinamento.

Il motore del climate change sono le emissioni di gas a effetto serra che, attualmente, hanno raggiunto i livelli più alti della storia. Probabilmente la temperatura aumenterà di 3 gradi in questo secolo e alcune aree del pianeta sono destinate a scomparire per sempre.

Gli obiettivi previsti dall’ONU in materia sono:

  • Rafforzare la capacità di ripresa e adattamento ai rischi legati ai disastri naturali
  • Integrare le misure di cambiamento climatico nelle politiche, strategie e pianificazione nazionali
  • Migliorare l’istruzione, la sensibilizzazione e la capacità umana e istituzionale per quanto riguarda la mitigazione del cambiamento climatico, l’adattamento, la riduzione dell’impatto e l’allerta tempestiva
  • Rendere effettivo l’impegno assunto dai partiti dei paesi sviluppati verso la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico
  • Promuovere meccanismi per aumentare la capacità effettiva di pianificazione e gestione di interventi inerenti al cambiamento climatico nei paesi meno sviluppati.

Nonostante questi piani che sembrerebbero perfetti per fronteggiare la situazione, io e molti ragazzi come me, non ci sentiamo affatto sicuri. Abbiamo visto gli esiti di COP25 e di come il problema venga in continuazione rimandato.

Nel prossimo articolo vedremo cosa ha fatto, sta facendo e farà l’Italia. Nel frattempo fatemi sapere il vostro punto di vista e la vostra posizione!

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Quanto è importante il SUOLO sotto i nostri piedi?

time lapse photography of waterfalls during sunset

Il 5 dicembre è la giornata mondiale del Suolo e ho pensato fosse interessante scrivere due righe su questa nostra risorsa!

Spesso tendiamo ad ignorare ciò su cui camminiamo, lo calpestiamo distrattamente senza sapere che proprio lì vive segretamente un quarto di tutta la biodiversità terrestre.

In un cucchiaino di terra possiamo trovare dalle 10 alle 100 milioni di microrganismi appartenenti a 5.000 specie diverse. Conosciamo solo l’1% delle specie che vivono nel terreno e lo rendono fertile!

Questo significa che sono proprio loro a permetterci di produrre il nostro cibo, avere disponibilità di acqua e di sopravvivere.

Cosa sta mettendo in pericolo il nostro suolo e sta causando la sua degradazione?. In Italia, per esempio, un quarto dell’intero suolo è degradato.

La risposta è duplice, da un lato ci sono i cambiamenti climatici e dall’altro l’azione umana!.

Cambiamenti climatici: l’aumento della temperatura media terrestre contribuisce alla decomposizione e mineralizzazione della materia organica del suolo. In più, aree come quelle in cui è presente la torba diventano sempre più secche rilasciando anidride carbonica. A tutto questo si aggiunge lo scioglimento del permafrost e il rilascio di metano, gas serra molto più potente della CO2.

Azione dell’uomo: pesticidi, sostanze chimiche, tecniche agricole che prevedono l’aratura e deforestazione. Tutto ciò ha un solo epilogo, inquinare l’ambiente e contribuire ad aumentare la velocità alla quale corrono i cambiamenti climatici.

 

un abbraccio!

Fede!

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4 MODI PER ESSERE ALLA MODA E SOSTENIBILI TUTTI I GIORNI

Nello scorso articolo abbiamo visto come divertirci tra amici per contribuire alla salvaguardia del nostro ambiente e contemporaneamente liberarsi o ottenere nuovi vestiti.

Ora vediamo insieme come farlo in casa!

  1. Ridurre gli acquisti

Lo so, è molto difficile ed è innegabile il vantaggio derivante dai prezzi esigui di una grande catena, soprattutto se si è studenti senza un flusso di cassa come noi. Però, c’è un però!. Potremmo comunque acquistare ma in modo più consapevole.

Quando ci rechiamo in questi negozi  una soluzione è comprare vestiti che sono facilmente combinabili tra loro, così riusciamo a creare più look con un numero di vestiti inferiore.

Il trucco? Puntare su palette di colori ben precise e su outfit minimal. Per esempio, orientarsi su quella del blu o del marrone!

  • Lavare!

Per rispettare l’ambiente è consigliabile lavare utilizzando la lavatrice piuttosto che farlo a mano. È noto infatti che elettrodomestici di ultima generazione (A++ o A+++)  sprecano molta meno acqua e anche a livello energetico c’è un certo beneficio. Se a questo aggiungiamo detersivi  a basso impatto e manteniamo una temperatura tra i 30 e i 40 gradi siamo a cavallo.

  • Riparare i vestiti

Se un pantalone si rovina o dimagriamo e diventa largo, una bella soluzione prima di buttarlo, è portarlo dalla sarta o cimentarci noi nella sua riparazione. Se invece ci si macchia potremmo utilizzarlo per stare a casa oppure customizzarlo con toppe, bottoni o schizzi di vernice.

  • Rubare capi Vintage negli armadi di mamme, zie o viceversa papà o zii!

La moda è ciclica e personalmente frugando nell’armadio di casa ho trovato diverse cose piuttosto belle. Purtroppo mia madre da ragazza era molto più magrolina di me, quindi per i pantaloni non se ne parla, però di camice e blazer ne ho presi a go go. Poi se sono sopravvissuti per vent’anni vuol dire che hanno una qualità ottima. In più è molto probabile trovare capi costosi che da soli non potremmo, almeno per il momento, comprarci con facilità

Vostra, F

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Vestiti e Soldini extra divertendosi con gli amici e in modo sostenibile!

Secondo un recente studio del WWF “l’Europa riversa in mare ogni anno tra le 150 e le 500 mila tonnellate di macroplastiche e tra le 70 e le 130 mila tonnellate di microplastiche”.

Questi rifiuti vengono chiaramente riversati nel Mediterraneo e addirittura pare che ogni 3 pesci si trovi facilmente un pezzo di plastica.

Per non parlare poi del fenomeno dei fiumi colorati che abbiamo visto giovedì oppure quello del fast fashion di qualche settimana fa.

Allora come possiamo cercare di essere alla moda senza sensi di colpa? Vediamolo subito!.

  1. Organizza uno SWAP PARTY

Possiamo organizzare con le nostre amiche più strette una festa!. Una condizione sola, ognuna deve portare con se degli abiti di cui è stufa ma che sono ancora praticamente nuovi. Io ahimè, fino ad un anno e mezzo fa avevo molti capi ancora con il cartellino appeso.

Causa Covid non possiamo materialmente essere vicini ma comunque un buon modo potrebbe essere incontrarsi in un aperitivo digitale e fare un “try on haul” in diretta per le amiche. Poi,  quando sarà possibile potremmo fare una bella serata pizza e film scambiandoci fisicamente i vestiti.

  • Apri un Mercatino o dona alla Caritas

In estate, una volta finita la scuola, potrebbe essere un modo molto proficuo organizzare con i propri amici una bancarella al mercato rionale. Oggetto di vendita? Vestiti di cui vogliamo liberarci. È davvero divertente e poi tolta qualche spesa logistica, per il resto ci si può dividere il guadagno.

In tempo di emergenza sanitaria possiamo farlo virtualmente. Ci sono decine di piattaforme adatte a dar nuova vita ai nostri vestiti.

Una alternativa, tra le mie preferite, consiste invece nel  recarsi dalle suore o in chiesa per donare i vestiti. Tante volte vengono organizzate delle “pesche” in cui in cambio di una donazione per la diocesi si hanno dei premi oppure vengono direttamente regalati i capi.

Un abbraccio

F

 

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I fiumi colorati. Colpa dell’uomo

Total Black, Nude, Rosso, Colorful. Non sono le palette dei nostri armadi ma il colore indossato da molti fiumi e laghi d’oriente.

L’altro giorno al TG1 ho sentito un servizio di Monia Venturini secondo cui in Cina c’è un detto: “se vuoi conoscere i colori e le tendenze della prossima stagione, guarda il colore dei fiumi”

Il rosso, colore protagonista dello scorso articolo torna a dipingere i corsi d’acqua. Questa volta però le responsabili non sono le alghe che producono il nostro stesso ossigeno ma l’uomo.

In Asia non c’è una regolamentazione in materia di scarico delle industrie, così l’ambiente beve un cocktail di coloranti e metalli pesanti usati per dipingere gli abiti. Poi, per risparmiare sui costi di produzione, vengono smaltiti nei fiumi più vicini. Queste sostanze non fanno passare il sole attraverso l’acqua così, gli organismi acquatici non riescono a fare la fotosintesi e a produrre ossigeno. Dieci anni fa a Pechino ,con la nascita dell’Istituto per gli affari ambientali, molti fiumi e laghi sono stati dichiarati tecnicamente morti.

Ma non è tutto, i liquami avvelenati prodotti vengono poi usati per irrigare i campi  di riso. Riso che rischiamo di mangiare anche noi.

Secondo la giornalista Helen Regan: “ la produzione di un singolo paio di jeans consuma 7.500 litri di acqua”.  Un prezzo troppo alto da pagare. Per questo a Camberra degli scienziati stanno lavorando duramente in modo da creare un cotone che nasca già colorato sui campi.

L’industria vestiaria del Bangladesh ha un giro d’affari di 34 miliardi di dollari e sempre da quanto appreso dal servizio del telegiornale: “la moda è responsabile di 1/5 dell’inquinamento idrico nel mondo. 93 mq di acqua vengono usati ogni anno per colorare i tessuti, l’equivalente di 37 milioni di piscine olimpioniche”.

Purtroppo l’uomo è convinto di potersi mettere sullo stesso livello della natura. Pensa di poter fare ciò che vuole, eguagliandola o superandola ma spesso, riesce a fare solo un gran casino.

Quindi si, esistono fiumi colorati e purtroppo NO, non è solo la natura a crearli.

Fonte foto: AgoraVox Italia

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I fiumi colorati. La magia della natura

Si dice che in Colombia ci sia il fiume più variopinto e bello del mondo!. Si chiama Caño Cristales, ma è conosciuto anche come: “il fiume dei cinque colori” e “arcobaleno liquido”. È lungo 100 Km e largo appena 20 ma è un susseguirsi di cascate e rapide.

È situato nella Sierra de la Macarena, in Colombia, nel comune del dipartimento di Meta.

Pare che nell’arco di tempo che va da fine Luglio a Novembre i  suoi livelli diventino più bassi. Ciò consente al sole di riscaldarne le acque e le forme di vita che lo popolano.

A Coprire il fondo ci sono una grande varietà di organismi vegetali mentre l’acqua è particolarmente cristallina.

Pare che proprio la combinazione tra questi due fattori porti ad ottenere un l’effetto che gli è valso l’appellativo di “Giardino dell’Eden”. Infatti, durante le mezze stagioni, il letto del fiume si tinge di  Giallo, Verde, Azzurro, Nero e Rosso proprio grazie alle alghe che lo popolano.

Quest’ultimo colore è dato dalla presenza di un’ alga, la Macarenia clavigera, molto diffusa in questi luoghi. È stata scoperta dal biologo Jesus Idroibo e per un paio di settimane ha la possibilità di mostrarsi in tutta la sua bellezza. Infatti negli altri periodi dell’anno questo non è possibile per due motivi:

  1. A  causa delle correnti troppo forti del periodo delle piogge
  2. A  causa della mancanza d’acqua necessaria affinchè si verifichi il fenomeno

Ogni anno migliaia di turisti affollano le sue sponde per godere dello spettacolo ma non solo, anche per ammirare le sue rocce. Queste ultime infatti pare abbiamo 1.200 milioni di anni e sono considerate le più antiche del mondo.

Secondo voi il fenomeno dei fiumi colorati è solo dovuto alla natura oppure ancora una volta c’è lo zampino dell’uomo?

Fonte foto: lifegate

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MA … COSA è IL CAMBIAMENTO CLIMATICO?

Il cambiamento climatico consiste nella variazione per un lungo periodo di tempo e per vaste aree geografiche, delle condizioni climatiche medie.

Cioè ?

Mi spiego meglio, gli scienziati fanno la media di parametri come temperatura, pressione, umidità e molto altro per periodi di circa trenta anni. Essi prendono in considerazione ampie zone della terra … non città o paesi.

Terra e Clima sono sempre mutati nella storia naturale del Pianeta, esso infatti ha attraversato ere glaciali e periodi molto caldi.

E allora adesso quale è il problema?

Il problema è che i cambiamenti climatici osservati a partire dalla Rivoluzione Industriale non sono legati a cause naturali, bensì antropiche (quindi all’azione dell’uomo).

Continuiamo a bruciare senza limiti:  Petrolio,  Olii pesanti,  gas e carbone per produrre l’85% dell’energia necessaria a svolgere la maggior parte delle attività.

Alcuni esempi? avere luce in casa, accendere il pc, l’aria condizionata (elettricità) o usufruire del settore dei trasporti.

Bruciando questi combustibili fossili liberiamo quantità enormi di CO2 e altri Gas serra che, a loro volta, svolgono eccessivamente la loro attività di trattenere calore sulla terra e causano il famoso aumento di temperatura media o riscaldamento globale!!

A sua volta, questo processo, porta a: siccità, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento dei mari, eventi atmosferici catastrofici.

La siccità non permetterà di coltivare frutta e verdura, ci sarà meno acqua potabile, dai ghiacci si libereranno virus rimasti intrappolati per migliaia di anni …

per questo dobbiamo cambiare rotta e chiedere a gran voce ai governi di agire!

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